venerdì, dicembre 01, 2006

POLITICI: GIU LE MANI DAL CRISTIANESIMO!

Il sistema politico italiano, dopo anni di arrampicate sugli specchi, è entrato in una profonda crisi, tanto da ricercare una possibile risoluzione ai propri problemi nella teocrazia. Alcuni politici democristiani, trovando ormai inefficaci le politiche del proprio movimento, hanno scoperto il grande interesse degli Italiani nei confronti della religione Cristiana e stanno quindi pensando di spostare la politica all’interno della religione. Questi politici non comprendono però che tale strategia politica è errata perché le persone si rivolgono alla religione proprio perché sono stanche della politica che pensa solo ai propri interessi e non a quelli del Popolo. La religione è Fede in qualcosa di non terreno, di non politico, un rifugio dalle amarezze umane generate spesso della politica stessa. L’Italia ha già vissuto nella sua storia secoli di fallimentare teocrazia inquisitoria e guerrafondaia che di Cristiano aveva solo il nome, perché a governare erano sempre uomini con la limitata mentalità materiale di uomini. La politica é governo materiale e non deve entrare all’interno delle religioni almeno fino a quando l’uomo non avrà evoluto la propria mentalità, coniugando spirito con materia. Lo stesso Gesù disse: “Date a Cesare ciò che è di Cesare.”quindi stabilì una netta separazione tra governo umano e Cristianesimo. A oggi non notiamo una grossa evoluzione mentale nell’uomo anzi, purtroppo constatiamo un millenario staticismo cronico quindi è ancora auspicabile una netta laicità liberale dello Stato per non contaminare, com’è accaduto in passato, il pensiero religioso. Vi sono anche altre ragioni per dire di no alla teocrazia Cristiana e la prima è che si andrebbe contro la libertà di religione sancita nella nostra Costituzione mentre la seconda è che proprio chi è profondamente attaccato ai sentimenti religiosi sa di trovare conforto nel Cristianesimo perché attualmente è puramente una religione. Per quale ragione, dunque, alcuni membri della Democrazia Cristiana, organo politico ufficiale del Vaticano, hanno esternato questo bisogno teocratico? La ragione più facilmente intuibile è un forte desiderio di contrapporsi ad una pericolosa teocrazia Mussulmana, ma vi sono ragioni più profonde che nascono con la Seconda Repubblica. Dopo Tangentopoli, molti partiti, per lavarsi le vesti, sono stati costretti a frammentarsi, a cambiare nome e a coalizzarsi perdendo i loro valori politici fondanti. Oggi i partiti italiani sono tutti degli inutili scatoloni, vuoti di valori portanti, e tutti uniformati a non si sa più neanche a che cosa. Europa, Bandiera della Pace, grandi opere, difendiamo le cooperative, difendiamo Mediastet, ma alla fine, che valori hanno per il Popolo questi due schieramenti sterili e pachidermici? I primi a porsi questa domanda sono i nostri politici esausti di una politica da stadio: squadra A contro squadra B, noi siamo i bravi, loro sono i cattivi da battere, e così la politica azzarda questa o quella identità senza poter però reindossare quella vecchia collegata alle scandalose tangenti, ancora ben presenti nella Italica memoria di tutti. L’attuale sistema politico, così com’è, non può più andare perché non è più al passo coi tempi e così, noi del Popolo, notiamo un gran fermento da parte dei nostri rappresentati elettorali che lanciano idee di partiti unici, scissioni, nuove coalizioni e infine l’ultima “genialata” la teocrazia. Ma non sarebbe meglio, come affermò anche Giulio Andreotti, tornare a fare veramente politica invece di litigare? Tornare ai vecchi buoni sani e ancora funzionanti principi che contraddistinguevano: PCI, PSI, DC, MSI etc accollandosi in modo maturo le proprie responsabilità passate cercando di migliorarsi? Il Popolo italico che se ne fa di partitoni unici privi di valori, quindi uguali? Se gli Italiani cercano conforto nel Cristianesimo è anche per la totale mancanza di valori in ogni altra cosa, politica inclusa. Più che di una teocrazia l’Italia ha bisogno di un partito che dia nuovamente fiducia al Popolo, nelle parole, e nei fatti; chissà quando lo capiranno i nostri politici? Politici… Date a Cesare ciò che è di Cesare, ma lasciate a Cristo ciò che è di Cristo e in questo si era trovata una giusta e secolare convivenza. Per quale ragione oggi Cesare dovrebbe venire meno? Siamo forse prossimi alla resa dei tempi?

Voci raccolte dal Popolo, scritte e commentate dalla:
Redazione del Veleno del Popolo