lunedì, novembre 13, 2006

L’AQUILA AMERICANA DEVE METTERE LA CROCE SUL CUORE

La maggioranza del Popolo italiano, nelle cui vene scorre ancora qualche goccia di sangue Romano, si era espressa contraria alla guerra in Iraq perché consapevole delle difficoltà alle quali si andava incontro invadendo, senza motivo comprovato, uno stato sovrano, frammentato in tante etnie belligeranti e cuore pulsante dell’Islam, ma, né la nostra contrarietà, né quella della maggioranza dei Paesi ONU é riuscita a far desistere dall’impresa i nostri fratelli Anglo-Americani e così abbiamo aderito anche noi come missione di pace. Oggi, a distanza di due anni dall’invasione, le truppe anglo-americane, e alleati, sembrano non riuscire a creare una stabile e democratica sovranità nell’Iraq tanto che impervia la guerra civile. Il Popolo Americano scontento dei risultati nell’antica Babilonia ha punito il Governo Bush votandogli contro alle elezioni di metà mandato e il Presidente si è visto costretto a ricercare una reale soluzione al conflitto iracheno, prima che la situazione possa gravemente degenerare. E si, degenerare, perché, una possibile sconfitta occidentale in Iraq, potrebbe essere la scintilla in grado di accendere la miccia di una spaventosa Terza Guerra Mondiale. Vista dal punto di vista Italiano e Romano l’attuale guerra è stata condotta in modo Barbaro: si è entrati con la forza in un paese e si cerca di assoggettarne, con la forza, le popolazioni, cercando d’imporre loro un governo, pensando che il semplice mostrare i muscoli (armamenti, mezzi e prestigio) possa bastare, e così facendo si commette lo stesso errore dei Tedeschi nella Seconda Guerra Mondiale. Gli Anglo-Americani, ma più gli Americani, possono uscire da questa guerra solo tornando a ragionare in modo Romano: entri in un paese con la forza, imponi regole di comune convivenza senza schiacciare usi e costumi locali e porti benessere al Popolo (se il Popolo ha la pancia piena e qualcosa da perdere non fa il kamikaze.) Se l’America non porrà una croce sul cuore dell’Aquila sarà inesorabilmente sconfitta in questa guerra con gravissimi danni per tutto il Mondo: un’Aquila che non coniuga il cuore con la mente è solo una feroce bestia destinata a crollare sotto la propria inumanità. Oggi, nell’Antica Babilonia si è vicini al punto di non più ritorno e, se l’intento è quello di decimare la popolazione mondiale perché le risorse stanno per esaurirsi, si può follemente lasciare tutto com’è anche se, avere più cibo e energia per i sopravissuti al grande olocausto, non servirà, poiché la grande clessidra della Terra si sta girando e a questo bisognerebbe prepararsi trovando una soluzione anziché fare guerre egoistiche. In Iraq oggi è fortemente necessario usare il cuore e aiutare il Paese a risollevarsi, creando condizioni di vita dignitosa e dando prospettive di un futuro più roseo agli Iracheni; insomma… che fine ha fatto il famoso “Sogno Americano?” Dalla nostra Patria, noi Italiani siamo certi che la situazione irachena è più complessa di quanto sopra descritto, ma le soluzioni vanno trovate e, per ora, dalle poche immagini che ci giungono dall’Iraq (si sa che la guerra è la tomba dell’Informazione pubblica,) constatiamo una delle cause del fallimento della guerra: le pessime condizioni di vita del Popolo, nonostante gl’ingenti finanziamenti stanziati per la rinascita del Paese. Oggi, gli inglesi e gli Americani si sono messi in una trappola mortale e per disattivarla avranno bisogno della collaborazione di tutti i più alti vertici politico-militari mondiali e Iracheni. Noi del Veleno del Popolo non possiamo né tenere per gli Anglo-Americani né per gl’Iracheni perché siamo dalla parte di tutta l’Umanità la quale, oggi, sembra chiamata ad una decisione: unirsi tutta in guerre egoistiche o curarsi tutta assieme dei problemi del pianeta agonizzante? Senza voler interferire lasciamo a tutti il Libero Arbitrio, auspicandoci che l’Aquila abbia presto una croce sul cuore.

Voci raccolte dal Popolo, scritte e commentate dalla:
Redazione del Veleno del Popolo

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